Trauma e Interventi Assistiti con gli Animali
Interventi Assistiti con il Cane applicati al trauma piscologico, alla regolazione emotiva e ai percorsi trauma-informed.
ApprofondisciTrauma psicologico e Interventi Assistiti con Animali
L’intervento e il trattamento del trauma psicologico – sia questo a fini di prevenzione o di cura di una sintomatologia post-traumatica – ruota intorno al bilanciamento della disregolazione emotiva, effetto delle esperienze traumatiche stesse. I sopravvissuti a traumi sono immersi, a livello cognitivo ed emotivo, in un mondo percepito come pericoloso, in una frammentazione della temporalità – dove l’evento traumatico passato ritorna costantemente negli scenari di vita quotidiana comportando appunto stati psicofisiologici di disregolazione.
L’impatto del trauma psicologico richiede quindi un’interpretazione di fattori diversi che tengano conto della eventuale cronicizzazione dell’esperienza dinamica, del milieu di rischio e di crescita nonché delle risorse dell’individuo e delle strategie che le équipe mettono in atto per intercettare il fenomeno e per costruire interventi intersettoriali e integrati che facciano sintesi dei principi trauma-informed.
Il paradigma Trauma Informed Care sottolinea l’importanza di sinergie interprofessionali, per affrontare la complessità e sfaccettature del trauma psicologico. Aderendo a tale visione, Il protocollo BRIER (Brief Emotional Regulation), ideato da Vittoria Ardino, è nato, in continuità con la NASTI (Stabilizzazione Narrativa Integrata; Ardino, 2021), rivolta agli psicologi e psicoterapeuti, come protocollo ad uso dei professionisti del sociale e degli insegnanti affinché acquisissero una cornice teorica e strumenti di osservazione degli stati di disregolazione emotiva a cui rispondere con azioni e comportamenti di co-regolazione. Il modello eziologico poggia sugli assunti della Terapia dell’Esposizione Narrativa che mette al centro del percorso di cura l’idea che il ricordo traumatico diventa tale a causa processo di graduale “decontestualizzazione” dell’esperienza e di “blocco” sensoriale ed emotivo che non permette la rielaborazione dell’accaduto. Il BRIER lavora, dunque, sulla regolazione emotiva in un’ottica di empowerment della persona, di uno scambio intersoggettivo con il professionista tenendo conto delle variazioni psicofisiologiche di tutti gli attori sul setting. Non solo: punta a una rielaborazione precoce del simbolico, attraverso la costruzione narrativa integrata (sensoriale e cognitivo) di quanto avviene nell’incontro.
Domande frequenti su Trauma e IAA
Una sintesi rigorosa dei concetti principali legati al trauma psicologico, alla disregolazione emotiva, alla Trauma Informed Care e al protocollo BRIER-IIAI.
Qual è il rapporto tra trauma psicologico e disregolazione emotiva?
Il trattamento del trauma psicologico, sia in prevenzione sia nella cura della sintomatologia post-traumatica, ruota intorno al bilanciamento della disregolazione emotiva. Le esperienze traumatiche possono mantenere la persona in stati psicofisiologici di allerta, frammentazione temporale e percezione di pericolo, nei quali l’evento traumatico passato ritorna negli scenari della vita quotidiana.
Che cosa si intende per approccio Trauma Informed Care?
La Trauma Informed Care è un paradigma che considera la complessità del trauma psicologico, la possibile cronicizzazione dell’esperienza traumatica, il milieu di rischio e di crescita, le risorse dell’individuo e le strategie che le equipe professionali mettono in atto per costruire interventi intersettoriali, integrati e coerenti con i bisogni della persona.
Che cos’è il protocollo BRIER?
Il BRIER, Brief Emotional Regulation, ideato da Vittoria Ardino, nasce in continuità con la NASTI, Stabilizzazione Narrativa Integrata, ed è rivolto ai professionisti del sociale e agli insegnanti. Il protocollo fornisce una cornice teorica e strumenti di osservazione degli stati di disregolazione emotiva, orientando risposte di co-regolazione e azioni professionali adeguate.
Su quali presupposti teorici si fonda il BRIER?
Il modello eziologico del BRIER poggia sugli assunti della Terapia dell’Esposizione Narrativa. Al centro vi è l’idea che il ricordo traumatico diventi tale a causa di un processo di graduale decontestualizzazione dell’esperienza e di blocco sensoriale ed emotivo, che ostacola la rielaborazione dell’accaduto.
Che cos’è il protocollo BRIER-IIAI?
Il BRIER-IIAI è un protocollo ideato da Vittoria Ardino, Caterina Ambrosi e Giovanni Bucci. Mantiene gli assunti teorico-pratici del BRIER e inserisce la presenza dell’animale nel setting di intervento. Le tappe del protocollo prevedono momenti di lavoro sulla finestra di tolleranza e momenti di co-regolazione con i professionisti e con l’animale.
Qual è il ruolo del cane nel BRIER-IIAI?
Nel BRIER-IIAI viene posta particolare attenzione al profilo fisiologico e alle caratteristiche del cane in relazione al funzionamento della persona sulla finestra di tolleranza. Il cane, opportunamente preparato e gestito, può concorrere alla costruzione di un sistema di co-regolazione emotiva utile ai sopravvissuti a traumi.
Perché si parla di cane co-terapeuta?
Nel setting di Terapia Assistita con Animali, il cane non è considerato uno strumento, ma un co-terapeuta coinvolto nella relazione. La sua presenza può sostenere lo scambio intersoggettivo, la regolazione emotiva e la costruzione di condizioni relazionali più favorevoli, sempre nel rispetto del benessere animale e della preparazione specifica del soggetto coinvolto.